Dell’ignoranza, della stupidità, della malafede e altre piccole cose
Alessandro on feb 10 2009 at 21:28 | Filed under: Senza categoria
Leggo proprio adesso suo sito di Repubblica che un giornalista che ha avuto occasione di vedere ELuana Englaro e l’ha definita come “irriconoscibile”.
Nel corso dell’ultimo mese, leggendo sui giornali ho avuto modo di leggere varie descrizioni su questo caso spesso di una stupidità talmente grande da poterla definire abissale.
“Sta bene” ed anche: ” Potrebbe avere dei bambini”. Le fotografie pubblicate sui giornali ovviamente mostrano il viso di una ragazza giovanissima in fiore.
Ora, quello che mi chiedo è questo: il lavoro del giornalista non dovrebbe essere quello di raccontare la verità? Non dovrebbe ricomprendere il fatto di affermare che immagini come quelle pubblicate non rispondono alla realtà dei fatti?
Ora, io non so se questo “errore”, sia stato fatto per stupidità, per ignoranza oppure per semplice malafede. Semplicemente pensare che una persona che è rimasta per tanti anni in un letto di ospedale, possa in qualche modo assomigliare a quelle fotografie, mi sembra assolutamente folle.
Ricordo la trasformazione di mio padre dopo un solo mese di degenza in ospedale. Ci è capitato di doverlo assistere. Non aveva più muscoli. In poco tempo si era come “svuotato”. Dopo solo un mese. Puoi immaginare come si trasforma un corpo in 17 anni?
La mia considerazione è questa: è possibile che i giornalisti non siano mai entrati in un ospedale? Nemmeno per assistere qualcuno dei loro cari? E’ possibile che non abbiano un briciolo di cervello o di intelligenza pratica per capire gli effetti della degenza prolungata in un letto sul corpo?
Oppure sono ipocriti?
Mi è capitato di vedere qualche pezzo di servizio su youtube. Sempre quelle cazzo di foto di 20 anni fa.. mai un video fatto all’ospedale.
Si chiama strumentalizzazione.
Infatti, è proprio strumentalizzazione. E’ possibile che nessun giornalista sapientone ha riflettuto sull’importanza di precisare questo fatto?
Mah
Guarda a che punti siamo arrivati.
Lo so…purtroppo!